Vi aspettiamo Martedì 23 novembre 2021, alle ore 9

Presso l’azienda Valle del Dirillo, contrada Santa Venera, Licodia Eubea (CATANIA)

Per info: apo.catania@virgilio.it

333-7994526

www.apocatania.it

Vetrina “nazionale” per l’olio dop monti iblei sulla rivista Consortium: la prima rivista divulgativa a carattere scientifico concepita per raccontare da vicino le diverse esperienze del mondo agroalimentare e vitivinicolo dei prodotti a Indicazione Geografica. Una rivista che ha come scopo quello di analizzare e far conoscere le attività dei Consorzi di tutela DOP e IGP italiani e delle aziende a essi associate.  Consortium – edito dal Poligrafico nelle versioni cartacea e digitale e curato dalla Fondazione Qualivita – vuole raccontare e diffondere il lavoro di soggetti capaci negli anni di trainare i territori anche su grandi tematiche come l’innovazione e la sostenibilità. Nell’articolo, il presidente del consorzio di Tutela dell’olio dop monti iblei, Giuseppe Arezzo e l’agronomo, Umberto Godano, tracciano il percorso di crescita del consorzio e dell’olio dop monti iblei grazie al lavoro straordinario fatto dai produttori. L’articolo dal titolo “abbinamento vincente con l’alta ristorazione e il richiamo alla salubrità”, si può consultare nella versione on line: https://issuu.com/qualivita/docs/20210923-consortium-12-web/26

 

 

L’Istituto Regionale del Vino e dell’Olio, in collaborazione con la Camera di Commercio del sud-est Sicilia (Catania, Ragusa, Siracusa) organizza dal 21 al 26 marzo 2022, un corso per Capo Panel.

Requisito fondamentale per poter manifestare l’interesse a partecipare è di essere componente di un Panel ufficiale o professionale da almeno tre anni. Le manifestazioni di interesse devono pervenire entro e non oltre il 20 ottobre 2021 al seguente indirizzo mail: michelericcobono@regione.sicilia.it

http://www.irvos.it/component/content/article/914.html

Un bel colore verde brillante, profumato, con un giusto equilibrio tra amaro e piccante. Un’annata di qualità ma  meno in quantità favorita dalle condizioni meteo. Ci si prepara, al meglio, per la raccolta delle olive e la produzione dell’olio dop monti iblei. Nella fascia costiera i produttori sono già al lavoro per pulire le aree sottostanti gli uliveti per la stesura delle reti. Gli alberi sono vigorosi con un portamento assurgente, le folte chiome, con le olive sparse tra la parte bassa e l’apice dell’albero. La campagna olearia è nel vivo e tra qualche giorno sarà possibile scoprire le caratteristiche visive, olfattive, e gustative del novello olio dop. “La quantità quest’anno non sarà elevata – commenta il presidente del consorzio di tutela olio dop monti iblei, Giuseppe Arezzo – ma conserveremo inalterata la qualità eccellente del nostro prodotto. Questa connessione fra prodotto, uomo e territori è il vero elemento non riproducibile. È ciò che si trova in ogni bottiglia del nostro olio dop”. Il percorso di qualità e garanzia tracciato e certificato dal campo alla bottiglia.  Alta  qualità e trasparenza le chiavi principali per il migliore posizionamento nei mercati internazionali. E si. L’olio dop monti iblei ha una proprio brand nel mercato americano, inglese, giapponese, francese. “Grazie al lavoro straordinario dei nostri produttori –aggiunge il presidente del consorzio di tutela – l’olio dop ha un mercato diretto importante in Europa e nelle botteghe con prodotti di nicchia”. Il territorio di produzione dell’olio extra vergine d’oliva DOP Monti Iblei riguarda le province di Catania, Ragusa e Siracusa, per una superficie complessiva di 19 mila ettari.  In questa zona elettiva la coltivazione dell’ulivo si basa su sistemi tradizionali e ciò è testimoniato dalla presenza di migliaia di ettari di uliveti e di centinaia di piccoli frantoi, che utilizzano processi di estrazione dell’olio tramite centrifuga, o secondo sistemi ancora più tradizionali, quali i meccanismi a pressione.Le varietà più coltivate sono: la Tonda Iblea, la Moresca e la Nocellara Etnea o Verdese, di nuova introduzione, a seguito dell’approvazione della modifica del disciplinare di produzione, la Biancolilla e la Zaituna (cultivar antica detta Siracusana già presidio Slow Food). Queste varietà devono essere presenti negli oliveti per almeno 80%, da sole o congiuntamente.  Inoltre possono concorrere altre varietà fino ad un massimo del 20%.

Scordia entra a pieno titolo nell’area di produzione dell’olio dop monti iblei. Le aziende, adesso, potranno chiedere di aderire al consorzio di tutela dell’olio dop. Le istanze dovranno pervenire tra il mese di maggio ed entro il  31 luglio del prossimo anno. Per i “nuovi” produttori la possibilità di promuovere l’olio dop grazie alle iniziative promozionali e di tutela del consorzio. Una “conquista” per il comune di Scordia che ha trasformato, con la crisi agrumicola, la propria vocazione alla olivicoltura di qualità. Si tratta per lo più di oliveti  gestiti da aziende familiari che con questa attività compiono una meritoria opera di conservazione del territorio. La qualità, nei suoi diversi aspetti e attraverso i suoi diversi livelli, sembra rappresentare la chiave che le imprese del settore hanno per entrare nei segmenti di mercato dell’olio sempre più differenziati.  Nell’aula consiliare del comune di Scordia la prima audizione pubblica dopo la modifica al disciplinare alla presenza dei produttori, del sindaco Francesco Barchitta, e dei  vertici del consorzio con il presidente Giuseppe Arezzo e l’agronomo, Umberto Godano.

L’ingresso del nostro comune nell’area di produzione è un risultato straordinario per la nostra piccola realtà a forte vocazione agrumicola – spiega il sindaco di Scordia -I nostri produttori avranno la possibilità di cimentarsi in un nuovo settore, l’olivicoltura, in grande crescita”. Un iter lungo e farraginoso, la modifica al disciplinare di produzione, iniziato nel 2012. Quattro le new entry, ossia Scordia e Mirabella Imbaccari in provincia di Catania, Avola e Carlentini nel Siracusano. In questi comuni “sono stati riscontrati i requisiti storici ed agronomici per poter far parte della zona geografica di produzione dell’olio dop Monti iblei”. L’olio dop ha una identità chiara e ripetibile, dalle caratteristiche organolettiche distintive molto precise, facilmente riconoscibili non solo da assaggiatori esperti, ma anche da consumatori attenti e sensibili. “Ringraziamo i tecnici e il sindaco di Scordia –commenta il presidente del consorzio di tutela, Giuseppe Arezzo – l’inserimento di questo segmento di territorio nell’area di produzione è un valore aggiunto. Siamo consapevoli dell’importanza della concertazione e della condivisione con la regione Sicilia e con il  ministero delle politiche agricole”. L’agronomo Umberto Godano ha illustrato ai presenti le procedure tecniche per aderire al consorzio. Associarsi vuol dire usufruire della forza organizzativa del Consorzio e di alcuni importanti servizi e benefici. L’unione fa la forza. Un detto antico che rappresenta in modo plastico ed evidente la mission del consorzio di tutela. Il consorzio sarà sicuramente utile per gestire i cambiamenti non provocati ma accelerati dalla pandemia.

Un progetto comune e ambizioso. L’area di produzione dell’olio dop si  estende anche nel versante catanese con i comuni di Scordia e Mirabella Imbaccari inseriti nella modifica al disciplinare di produzione dell’olio dop monti iblei. Si tratta di un importante conquista che mira ad esaltare una delle eccellenze della Sicilia. Una tappa fondamentale che arriva dopo un lungo processo di concertazione e condivisione con il supporto del Ministero delle politiche agricole.  Il consorzio di tutela avrà il compito di coordinare le audizioni pubbliche per comunicare ai produttori i risultati ottenuti con la modifica al disciplinare. La prima audizione pubblica si svolgerà il 10 Settembre, alle ore 17, nell’aula consiliare del Comune di Scordia in Via Trabia 15. Saranno presenti il sindaco del comune di Scordia, Francesco Barchitta,  i vertici del consorzio di tutela dell’olio dop monti iblei con il presidente Giuseppe Arezzo e l’agronomo Umberto Godano, i vertici dell’assessorato regionale all’agricoltura. “Il nostro comune fonda la sua economia principalmente sull’agricoltura – spiega il sindaco di Scordia, Francesco Barchitta  – nel dopoguerra abbiamo assistito ad una riconversione massiccia di tutto il territorio circostante ad agrumeti che, in molti casi, ha messo in secondo piano le altre colture tradizionali tra cui anche l’olivicoltura. Negli ultimi decenni, anche a seguito della crisi agrumicola, l’agricoltura locale si diversifica con la valorizzazione di altri prodotti della terra. L’inclusione di Scordia nel Consorzio Dop degli Iblei rappresenta un riconoscimento alla nostra tradizione ma nel contempo vorremmo che fosse uno stimolo per un virtuoso sviluppo dell’olivicoltura, rispettosa per l’ambiente e in grado di fornire all’imprenditore agricolo un giusto guadagno attraverso la produzione di un olio pieno dei profumi della nostra terra. Un ringraziamento agli organi del Consorzio – aggiunge il primo cittadino di Scordia- e a tutti coloro, tecnici e amministratori del passato, che si sono prodigati per il raggiungimento di questo importante traguardo”.

 Per il consorzio di tutela un primo significato step. Con l’inclusione anche dei territori di Carlentini ed Avola (nel siracusano) e parte del ragusano (la fascia costiera) parzialmente delimitati, adesso potranno rientrarci a pieno titolo con i confini amministrativi. “Il ringraziamento va rivolto a quanti, in questi anni, si sono prodigati per il raggiungimento di questo risultato –spiega il presidente del consorzio di tutela dell’olio dop monti iblei, Giuseppe Arezzo -La modifica al disciplinare di produzione è frutto di una lavoro di squadra di tutto il consiglio di amministrazione del consorzio di tutela dell’olio dop.  Il consorzio ha dimostrato la sua dinamicità presentando una modifica al disciplinare al passo con i tempi introducendo, di fatto, le innovate tecnologie nei moderni impianti.

Rafforzare il  legame con la cultura dell’olio che rappresenta un patrimonio unico. Un bel biglietto da visita per la città dell’olio che si arricchisce di una donazione della famiglia Piccione. La rotatoria d’ingresso della zona artigianale di Chiaramonte Gulfi  è stata abbellita da vecchi utensili usati in un frantoio. “Si tratta di vecchi macchinari usati negli anni 40 con il motore a scoppio –spiega il sindaco Sebastiano Gurrieri  – un nostro concittadino, Lorenzo Piccione, ha voluto donare questa attrezzatura al comune di Chiaramonte. In quel sito, di proprietà del libero consorzio, grazie ad un accordo di collaborazione anche con i privati, il comune ha voluto creare una piazzola all’interno della rotatoria”. E’ un legame secolare quello che unisce Chiaramonte Gulfi e l’olio. Gli oleifici, a Chiaramonte, sono vere e proprie istituzioni a conduzione familiare, tramandate da generazione in generazione, ambasciatori nel mondo di un prodotto d’eccellenza. “Con il consorzio di tutela dell’olio dop monti iblei abbiamo instaurato un rapporto di collaborazione  importante per promuovere una delle nostre eccellenze l’olio dop– aggiunge il sindaco”. A Chiaramonte (città dei musei) nei bassi di palazzo Montesano si custodiscono i resti della cultura contadina d’un tempo con gli strumenti di tecnologia estrattiva dell’olio di oliva. Una pressa del 1614, una mola in pietra, giare, strumenti di misura dell’olio,utensili e suppellettili vari. Viene ritratto il cuore dell’antica civiltà contadina, in quel mitico tempo della memoria che si dipana davanti al visitatore, con le sue ingegnosità e le sue miserie. “Con Chiaramonte Gulfi c’è un legame solido – aggiunge il presidente del consorzio di tutela dell’olio dop monti iblei, Giuseppe Arezzo –  legato alla  valorizzazione e alla promozione del nostro olio. Ringraziamo il sindaco Gurrieri e l’amministrazione comunale. E’ un segnale tangibile di sostegno e di promozione del consorzio di tutela dell’olio dop monti iblei così che hanno fatto le amministrazioni comunali di Ragusa, con il ragusano dop, e il comune di Modica, con il cioccolato”.

Un ricambio generazionale. Con nuovi capi panel da affiancare ai “veterani”. I consorzi di tutela Dop Monti Iblei,  Dop Monte Etna  e Dop Val di Mazara  anticipano i tempi programmando un corso di  formazione accreditato dal ministero delle politiche agricole per capi panel.  La richiesta è stata inoltrata al ministero. Per l’accesso ai corsi di formazione di capo panel è necessario essere iscritti nell’elenco nazionale ed aver operato, da almeno tre anni, in un comitato di assaggio riconosciuto dal Ministero. “Non si è mai pensato, fino ad ora, ad un ricambio generazionale  dei nostri capi panel – spiega Giuseppe Arezzo, presidente del consorzio di tutela olio dop monti iblei– si tratta di figure altamente professionali a cui va rivolto il nostro ringraziamento per il lavoro svolto. Vogliamo organizzare un corso di formazione, in un laboratorio appositamente attrezzato, con il contributo della camera di commercio del sud est e dell’istituto regionale del vino e dell’olio (IRVOS)”.

Stabilire le caratteristiche organolettiche di un olio e darne una valutazione su basi tecnico- scientifiche precise. Sono i compiti del capo-panel: una figura  in possesso degli strumenti e delle competenze tecnico-scientifiche necessarie per la conduzione di corsi ufficiali per la formazione di assaggiatori e l’istituzione, la direzione e la gestione di panel di assaggio ufficiali per la valutazione sensoriale degli oli d’oliva, così come disciplinato dal Reg. C.E.E. 2561 e dal D.M. del 16 Giugno 2014. “Sono gli ambasciatori del gusto e della qualità – precisa il presidente  del consorzio di tutela dell’olio dop monte Etna, Gino Catania – c’è l’esigenza di avere un numero maggiore di professionisti per certificare le nostre produzioni di qualità. Gli attuali Capi Panel, nonostante l’impegno e lo sforzo profuso, potrebbero mostrare difficoltà operative nelle operazioni e nella tempistica operativa per le analisi organolettiche dei campioni. Ci sono le condizioni, oggettive, per la costituzione di Comitati di assaggio composti di tanti assaggiatori che pur avendo acquisito i titoli come da normativa e pur avendo ricevuto l’attestazione da parte della Regione Siciliana, non riescono a mettere a fuoco la voglia e la formazione acquisita nei comitati attuali che in gran parte assumono una forma di staticità non consona all’attuale condizione”. Il Capo Panel deve possedere una consolidata professionalità ed esperienza nell’assaggio delle diverse tipologie di oli di olive. Il Capo Panel seleziona gli assaggiatori e provvede al loro addestramento ed al controllo del loro operato in modo da garantire il mantenimento di un adeguato livello attitudinale.

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Modifica al disciplinare di produzione dell’olio dop monti iblei. I comuni di Mirabella Imbaccari e Scordia (nel catanese), Carlentini e Avola, (in provincia di Siracusa) sono state inserite nelle aree di produzione. Il consorzio di tutela avrà il compito di coordinare le audizioni pubbliche per comunicare ai produttori i risultati ottenuti con la modifica al disciplinare. La prima audizione pubblica si svolgerà il 10 Settembre, alle ore 17, nell’aula consiliare del Comune di Scordia in Via Trabia 15. Saranno presenti il sindaco del comune di Scordia, Francesco Barchitta,  i vertici del consorzio di tutela dell’olio dop monti iblei con il presidente Giuseppe Arezzo e l’agronomo Umberto Godano, il presidente della regione Sicilia, Nello Musumeci,  l’assessore regionale all’agricoltura, Antonino Scilla e i produttori.

 

Una vasta area, fino al mare, inclusa nella modifica al disciplinare di produzione dell’olio dop monti iblei. Alcuni territori del Ragusano, ricadenti nella fascia costiera, parzialmente delimitati, adesso potranno rientrarci a pieno titolo con i confini amministrativi. Anche i comuni di Mirabella Imbaccari e Scordia (nel catanese), Carlentini e Avola, (in provincia di Siracusa) sono state inserite nelle aree di produzione. Il consorzio di tutela, adesso, avrà il compito di coordinare le audizioni pubbliche per comunicare ai produttori i risultati ottenuti con la modifica al disciplinare. Alla presenza dei rappresentanti del ministero, dell’assessorato regionale all’agricoltura, dei consorzi di tutela della Dop in Sicilia, e dei funzionari dell’Irvo (istituto regionale della vite, del vino, dell’olio). “Un lavoro incessante – spiega il presidente del consorzio di tutela dell’olio dop monti iblei, Giuseppe Arezzo – con una proficua interlocuzione con i funzionari e i dirigenti dell’assessorato e del ministero in particolare Luigi Polizzi. La modifica al disciplinare di produzione è frutto di una lavoro di squadra di tutto il consiglio di amministrazione del consorzio di tutela dell’olio dop.  Il consorzio ha dimostrato la sua dinamicità presentando una modifica al disciplinare al passo con i tempi introducendo, di fatto, le innovate tecnologie nei moderni impianti.” I comuni di Scordia e Mirabella Imbaccari, incluse nella modifica al disciplinare, guardano con fiducia al futuro.

 “E’ un risultato straordinario per la nostra piccola realtà – commenta Valerio Martines, assessore del comune di Mirabella Imbaccari – un lavoro incessante con tutta la documentazione richiesta dalla comunità europea iniziato con l’ex assessore Bonura. Nel nostro territorio, tra l’altro, ci sono delle realtà eccellenti per la produzione di olio come il frantoio Berretta. La superfice olivicola, seppur limitata, si estende nella parte collinare, con alcuni alberi secolari, meglio conosciuta, come monte Bosco”.  Anche l’altitudine, con riferimento all’ubicazione delle piante o dei terreni olivetati, non avrà più alcun limite. Si è ritenuto di eliminare la delimitazione altimetrica (80-700 metri sul livello del mare). Infatti, anche a quote basse, sotto gli 80 metri sul livello del mare, se le olive delle diverse varietà sono raccolte nel periodo indicato e con i criteri delle moderne tecniche di estrazione, così come prescritto nel disciplinare di produzione, non ci saranno differenze nel prodotto finale. Per il territorio di Scordia  un risultato importante frutto di un lavoro di concertazione.

E’  stato un lavoro incessante durato ben sei mesi –spiega Salvo Distefano, tecnico agronomo  – grazie alla fattiva collaborazione di altri due colleghi  Rocco Privitera e Salvatore Porcina Russo che hanno preparato la relazione da trasmettere al ministero. Scordia ha una produzione olivicola importante con la riconversione, negli anni 80, delle piantagioni di agrumi. La crisi devastante delle arance, con gli accordi euro mediterranei, hanno causato un crollo verticale delle esportazioni. Ci prepariamo, adesso, al lavoro del futuro con le coltivazioni di Nocellara Etnea che è stata inserita nella modifica al disciplinare di produzione del consorzio di tutela dell’olio dop monti iblei”.