Articolo pubblicato sul giornale on-line RAGUSA LIBERA https://ragusalibera.it/lolio-extravergine-di-oliva-dop-monti-iblei-si-conferma-principe-dei-prodotti-di-eccellenza-del-territorio/

Il Covid-19 corre. E Il paese arranca. Con tanti, troppi decreti, che hanno creato un clima di incertezza.  Il presidente del consorzio dell’olio dop monti iblei, Giuseppe Arezzo, parla delle mille problematiche legate all’emergenza sanitaria. “La salute dei nostri cittadini ha la priorità assoluta  – dice Arezzo – ma ci aspettiamo, d’ora in avanti, una uniformità di decreti per non creare ulteriore disagi al sistema paese. Sull’utilizzo dei guanti, ad esempio, abbiamo ascoltato, nelle settimane scorse, mille pareri, tutti discordanti tra di loro. Ma i guanti vanno utilizzati e in che modo??”.Un appello alle forze politiche affinchè ci sia una unità di intenti per “traghettare il paese fuori dall’emergenza”.  Il presidente del consorzio si sofferma, poi, alle inevitabili ricadute economiche sulla commercializzazione dell’olio dop. “Siamo consapevoli delle difficoltà a cui andranno incontro i nostri produttori. Ma non bisogna abbassare mai la guardia – aggiunge Arezzo – abbiamo lavorato, in questi anni, per fare conoscere e apprezzare questo prodotto dalle straordinarie qualità”. Il consorzio  di tutela dell’olio dop monti iblei, grazie ad un lavoro sinergico dei produttori, ha acquisito una visibilità “nazionale” con uno spazio all’interno del quotidiano economico il sole 24 ore. “E’ la conferma dell’ottimo lavoro fatto in questi anni –commenta Arezzo – i protagonisti sono  i nostri produttori, i consorziati, che continuano ad investire sulla qualità e sulle strutture. Con la modifica al disciplinare di produzione si avrà l’ingresso di 4 nuovi comuni (Mirabella Imbaccari, Scordia, Avola e Carlentini). In questa sede mi preme ringraziare  tutti i comuni e in modo particolare Mirabella Imbaccari che ha creduto, da subito, nelle potenzialità del consorzio con l’inserimento del proprio territorio nell’area di produzione. Quando si lavora per il bene comune – al di la’ delle appartenenze politiche –  i risultati sono tangibili”.

 

 

 

Il quotidiano economico Il Sole 24 ore, in un articolo pubblicato a pagina 33, da ampio spazio alle attività del consorzio di tutela dell’olio dop monti iblei con una panoramica anche alla modifica al disciplinare di produzione pubblicata sulla gazzetta europea lo scorso 19 agosto. “E’ il frutto di un lavoro intenso – spiega il presidente del consorzio, Giuseppe Arezzo – fatto in questi anni dal consorzio e da tutti i produttori che hanno fatto conoscere e apprezzare, in ogni parte del mondo, l’oro verde che si produce in questo lembo di Sicilia. Il quotidiano nazionale “Il  sole 24 ore” ha voluto approfondire le tematiche legate alla tipicità del prodotto, la sua unicità, la sua storia,   e le aree di produzione”. Un profumo inebriante, nella nuova produzione, che si cerca di individuare nelle note olfattive sottolineando l’incredibile potere evocativo degli odori che si percepiscono. L’armonia tra le note olfattive e gustative è una caratteristica specifica comune di questo olio. “Siamo nel clou della nuova raccolta –aggiunge il presidente del consorzio – con un prodotto di eccelsa qualità. Anche quest’anno l’olio dop monti iblei sarà un veicolo straordinario di promozione con mille difficoltà, ahimè, legate alla pandemia e alla chiusura anticipata alle 18 delle attività di ristorazione”.

 

Articolo  pubblicato dal quotidiano on line RAGUSA OGGI. https://www.ragusaoggi.it/olio-dop-monti-iblei-se-ne-parla-ne-il-sole-24-ore).

 

Articolo pubblicato dal Sole24Ore

 

Cibo’ So Good per promuovere, da nord a sud, il Belpaese. Un video per raccontare e promuovere le eccellenze enogastronomiche italiane, attraverso le regioni, i parchi nazionali e regionali,  località termali e sciistiche. Un itinerario entusiasmante alla scoperta dei prodotti DOP , IGP e TIPICI.

RAGUSA – È stato modificato il disciplinare di produzione dell’olio Monti Iblei. Pubblicato sulla Gazzetta europea, il documento è stato variato per alcune novità inerenti i comuni interessati, per l’area di riferimento e quindi quella di produzione.

Il lavoro va avanti da diversi anni e ha conosciuto uno slancio con l’attuale consiglio di amministrazione del Consorzio, presieduto da Giuseppe Arezzo. I cambiamenti riguardano sostanzialmente l’ampliamento delle aree di produzione con l’ingresso di nuovi comuni all’inserimento di nuove varietà.

Quattro le new entry, ossia Scordia e Mirabella Imbaccari in provincia di Catania, Avola e Carlentini nel Siracusano. In questi comuni “sono stati riscontrati i requisiti storici ed agronomici per poter far parte della zona geografica di produzione dell’olio dop Monti iblei. Per adeguare il disciplinare al principio di unicità dell’area di riferimento della Dop – hanno riferito dal cda – è stato ricompreso nella zona geografica l’intero comune di Carlentini presente nel disciplinare vigente per una sola parte”.
Ampliando inoltre l’area di produzione, alcuni territori del ragusano, ricadenti nella fascia costiera, parzialmente delimitati, ci rientrano a pieno titolo con i confini amministrativi. Un’altra novità importante riguarda la possibilità di utilizzare la denominazione ‘Monti iblei’ per tutta la produzione eliminando l’obbligo di usare le menzioni geografiche aggiuntive.

“Anche l’altitudine, inerente l’ubicazione delle piante o dei terreni olivetati, non ha più alcun limite – hanno aggiunto – Si è ritenuto di eliminare la delimitazione altimetrica (80-700 metri sul livello del mare). Infatti, anni di analisi confermano – è scritto, tra l’altro, nelle modifiche – che anche a quote basse, sotto gli 80 metri sul livello del mare, se le olive delle diverse varietà vengono raccolte nel periodo indicato nel disciplinare e con i criteri delle moderne tecniche di estrazione, così come prescritto nel disciplinare di produzione, non ci sono differenze nel prodotto finale”.

Tra le modifiche apportate c’è anche l’inserimento di due varietà autoctone Biancolilla e Zaituna e la possibilità, per i produttori, di realizzare olii monocultivar o, in alternativa, con uno, due, tre e al massimo cinque cultivar diverse.

“Abbiamo incassato un risultato straordinario – ha evidenziato il presidente del consorzio di tutela dell’olio Dop Monti iblei, Giuseppe Arezzo – frutto di un lavoro incessante del consorzio e del consiglio di amministrazione. Il consorzio ha dimostrato la sua dinamicità presentando una modifica al disciplinare al passo con i tempi introducendo, di fatto, le innovate tecnologie nei moderni impianti. Abbiamo tutte le carte in regola, adesso, per portare avanti un importante lavoro di promozione con l’aiuto che ci arriverà anche, ne siamo certi, dal sindaco di Chiaramonte Gulfi, Sebastiano Gurrieri, nella sua qualità di coordinatore regionale delle città dell’olio della Sicilia”.

Fonti: QdS.it

Ottimo in qualità meno in quantità. Una produzione inferiore alle attese, con una frammentazione nei singoli territori, ma con una qualità eccelsa. Una produzione dell’olio dop monti iblei che risente delle condizioni climatiche con le temperature assai elevate durante il periodo della fioritura.

Lo scorso anno la produzione ha superato la soglia di 2 mila quintali di olio dop pari a duecento mila chilogrammi. L’annata agraria 2018-2019 ha fatto registrare, di contro, una produzione di 1500 quintali spalmati nelle tre province di Ragusa, Siracusa e Catania.

Ad oggi i 210 olivicoltori, 18 imbottigliatori, 17 frantoiani, che aderiscono al consorzio di tutela dell’olio dop monti iblei guardano con fiducia l’avvio della nuova “annata” con la raccolta delle olive prevista per la fine di settembre. “E’ stato un anno difficile da dimenticare –spiega il presidente del consorzio di tutela dell’olio dop monti iblei, Giuseppe Arezzo – con mille problematiche legate all’emergenza covid 19 che ha stravolto le abitudini di ognuno di noi. Anche le aziende hanno risentito, in maniera pesante, delle chiusura di molte attività con un inevitabile calo dei consumi e degli acquisti”.

Le condizioni climatiche condizionano e non poco la raccolta e la produzione dell’olio dop monti iblei. “Fortunatamente la mosca olearia – aggiunge Arezzo – il parassita più preoccupante per gli uliveti, presente in tutti gli areali di coltivazione dell’ulivo, non ha provocato grandi danni”.Il consorzio, come sempre, farà la propria parte per la promozione e la valorizzazione dell’olio dop.

“Molti degli appuntamenti fieristici nazionali e internazionali, dal Sol di Verona al Cibus di Parma, sono stati annullati – commenta il presidente del consorzio di tutela dell’olio dop monti iblei – puntiamo molto alla valorizzazione grazie all’impegno dei nostri straordinari produttori ed è sicuramente di buon auspicio anche il riconoscimento meritato del sindaco di Chiaramonte Gulfi, Sebastiano Gurrieri, nominato coordinatore regionale dell’associazione nazionale città dell’olio. Il rinnovo degli organi regionali è avvenuto in un momento particolarmente delicato per il comparto olivicolo, la cui situazione di difficoltà è stata acuita dalla pandemia da Coronavirus, che ha pesantemente inciso anche sulle attività di ristorazione e turistiche, nonché sulle stesse esportazioni”.

Modifiche al disciplinare di produzione dell’olio dop monti iblei. Con la pubblicazione sulla gazzetta europea lo scorso 19 agosto. Tante le “novità”: dall’ampliamento delle aree di produzione con l’ingresso di nuovi comuni all’inserimento di nuove varietà. Quattro le new entry: Scordia e Mirabella Imbaccari in provincia di Catania, Avola e Carlentini nel siracusano. In questi comuni “sono stati riscontrati i requisiti storici ed agronomici per poter far parte della zona geografica di produzione dell’olio dop monti iblei. Per adeguare il disciplinare al principio di unicita’ dell’area di riferimento della dop e’ stato ricompreso nella zona geografica l’intero comune di Carlentini presente nel disciplinare vigente per una sola parte”. Modifiche “sostanziali” con l’ampliamento dell’area di produzione. Alcuni territori del ragusano, ricadenti nella fascia costiera, parzialmente delimitati, rientrano a pieno titolo con i confini amministrativi. E’ stata introdotta la possibilità di utilizzare la denominazione “monti iblei”per tutta la produzione eliminando l’obbligo di usare le menzioni geografiche aggiuntive. Anche l’altitudine, inerenti l’ubicazione delle piante o dei terreni olivitati, non ha più alcun limite. Si è ritenuto, infatti, eliminare la delimitazione altimetrica (80-700 metri sul livello del mare) “Anni di analisi confermano e anche a quote basse, sotto gli 80 metri sul livello del mare, se le olive delle diverse varietà vengono raccolte nel periodo indicato nel disciplinare e con i criteri delle moderne tecniche di estrazione, così come prescritto nel disciplinare di produzione, non ci sono differenze nel prodotto finale”.Altra novità, del disciplinare di produzione pubblicato sulla Gazzetta europea, l’inserimento di due varietà autoctone Biancolilla e Zaituna e la possibilità, per i produttori, di realizzare olii monocultivar o, in alternativa, con uno, due, tre e al massimo cinque cultivar diverse. Il presidente del consorzio di tutela dell’olio Dop Monti iblei, Giuseppe Arezzo, guarda con fiducia al futuro. “E un risultato straordinario – commenta Giuseppe Arezzo – frutto di un lavoro incessante del consorzio e del consiglio di amministrazione. Un ringraziamento va rivolto all’assessorato regionale all’agricoltura e al ministero delle politiche agricole per la fattiva e importante collaborazione. Il consorzio ha dimostrato la sua dinamicità presentando una modifica al disciplinare al passo con i tempi introducendo, di fatto, le innovate tecnologie nei moderni impianti”. Un lavoro di interlocuzione iniziato nel 2012. “Durante il primo mandato da presidente -aggiunge Arezzo – è iniziato un percorso irto di ostacoli per la modifica sostanziale al disciplinare con mille cavilli burocratici da superare. C’era l’esigenza, da subito, di ampliare l’area di produzione e di includere alcune realtà importanti della Sicilia sud orientale. Circoscrivere il comprensorio del consorzio inglobando altri territori omogenei vocati all’olivicoltura”.Il consorzio di tutela dell’olio dop monti iblei comunicherà, previa audizione pubblica, il risultato raggiunto con la modifica al disciplinare.

Ottimo in qualità meno in quantità. Una produzione inferiore alle attese, con una frammentazione nei singoli territori, ma con una qualità eccelsa. Una produzione dell’olio dop monti iblei che risente delle condizioni climatiche con le temperature assai elevate durante il periodo della fioritura.

Lo scorso anno la produzione ha superato la soglia di 2 mila quintali di olio dop pari a duecento mila chilogrammi. L’annata agraria 2018-2019 ha fatto registrare, di contro, una produzione di 1500 quintali spalmati nelle tre province di Ragusa, Siracusa e Catania.

Ad oggi i 210 olivicoltori, 18 imbottigliatori, 17 frantoiani, che aderiscono al consorzio di tutela dell’olio dop monti iblei guardano con fiducia l’avvio della nuova “annata” con la raccolta delle olive prevista per la fine di settembre. “E’ stato un anno difficile da dimenticare –spiega il presidente del consorzio di tutela dell’olio dop monti iblei, Giuseppe Arezzo – con mille problematiche legate all’emergenza covid 19 che ha stravolto le abitudini di ognuno di noi. Anche le aziende hanno risentito, in maniera pesante, delle chiusura di molte attività con un inevitabile calo dei consumi e degli acquisti”.

Le condizioni climatiche condizionano e non poco la raccolta e la produzione dell’olio dop monti iblei. “Fortunatamente la mosca olearia – aggiunge Arezzo – il parassita più preoccupante per gli uliveti, presente in tutti gli areali di coltivazione dell’ulivo, non ha provocato grandi danni”.Il consorzio, come sempre, farà la propria parte per la promozione e la valorizzazione dell’olio dop.

“Molti degli appuntamenti fieristici nazionali e internazionali, dal Sol di Verona al Cibus di Parma, sono stati annullati – commenta il presidente del consorzio di tutela dell’olio dop monti iblei – puntiamo molto alla valorizzazione grazie all’impegno dei nostri straordinari produttori ed è sicuramente di buon auspicio anche il riconoscimento meritato del sindaco di Chiaramonte Gulfi, Sebastiano Gurrieri, nominato coordinatore regionale dell’associazione nazionale città dell’olio. Il rinnovo degli organi regionali è avvenuto in un momento particolarmente delicato per il comparto olivicolo, la cui situazione di difficoltà è stata acuita dalla pandemia da Coronavirus, che ha pesantemente inciso anche sulle attività di ristorazione e turistiche, nonché sulle stesse esportazioni”.

In occasione della nuova campagna olearia dell’Olio extravergine di oliva DOP Monti Iblei, il Presidente del Consorzio di Tutela, il dott. Giuseppe Arezzo ha diramato una nota:

Ottimo in qualità meno in quantità. Una produzione inferiore alle attese, con una frammentazione nei singoli territori, ma con una qualità eccelsa, quella del 20020. Una produzione dell’olio DOP monti iblei che risente delle condizioni climatiche con le temperature assai elevate durante il periodo della fioritura.
Lo scorso anno la produzione ha superato la soglia di 2 mila quintali di olio DOP, pari a duecento mila chilogrammi. L’annata agraria 2018-2019 ha fatto registrare, di contro, una produzione di 1500 quintali spalmati nelle tre province di Ragusa, Siracusa e Catania.
Ad oggi, i 210 olivicoltori, 18 imbottigliatori, 17 frantoiani, che aderiscono al consorzio di tutela dell’olio DOP Monti Iblei, guardano con fiducia l’avvio della nuova “annata” con la raccolta delle olive prevista per la fine di settembre.
“E’ stato un anno difficile da dimenticare – sottolinea il presidente Arezzo – con mille problematiche legate all’emergenza covid 19 che ha stravolto le abitudini di ognuno di noi.
Anche le aziende hanno risentito, in maniera pesante, della chiusura di molte attività, con un inevitabile calo dei consumi e degli acquisti”.
Le condizioni climatiche condizionano e non poco la raccolta e la produzione dell’olio DOP monti iblei. “Fortunatamente la mosca olearia – aggiunge Arezzo – il parassita più preoccupante per gli uliveti, presente in tutti gli areali di coltivazione dell’ulivo, non ha provocato grandi danni”.
Il consorzio, come sempre, farà la propria parte per la promozione e la valorizzazione dell’olio DOP.
“Molti degli appuntamenti fieristici nazionali e internazionali, dal Sol di Verona al Cibus di Parma, sono stati annullati – commenta ancora Arezzo – puntiamo molto alla valorizzazione grazie all’impegno dei nostri straordinari produttori ed è sicuramente di buon auspicio anche il riconoscimento meritato al sindaco di Chiaramonte Gulfi, Sebastiano Gurrieri, nominato coordinatore regionale dell’Associazione nazionale Città dell’Olio.
Il rinnovo degli organi regionali è avvenuto in un momento particolarmente delicato per il comparto olivicolo, in una situazione di difficoltà acuita dalla pandemia da Coronavirus, che ha pesantemente inciso anche sulle attività di ristorazione e turistiche, nonché sulle stesse esportazioni, l’entusiasmo dei nuovi vertici potrà servire per il rilancio del settore”.